C. entro R. ecupero A. nimali S. elvatici ( indice)
Responsabile
dott. Adriano Argenio
Centro Recupero Animali Selvatici
Oasi del Bosco di San Silvestro
San Leucio - CasertaResoconto sintetico delle attività dell’anno 2002
Da quest'anno i dati sull'attività del C.R.A.S. saranno corredati di una relazione del Direttore dr. Adriano Argenio .
ATTIVITA’ ANNO 2002
L’attività
del CRAS nell’anno 2002 è caratterizzata da un sensibile aumento del
numero di ricoveri (287) rispetto agli anni precedenti (251 nel 2001, di
cui 56 provenienti da un unico sequestro di cardellini). Tale aumento è,
purtroppo, da ascrivere ad un più alto numero di animali ricoverati con
ferite da arma da fuoco (100 rispetto ai 35 del 2001). E’ importante
ricordare che gli animali ricoverati presso i CRAS sono solo una piccola
percentuale (4-5%) degli animali protetti vittime di episodi di
bracconaggio.
La
sempre maggiore sfrontatezza dei cacciatori di frodo, aiutati dagli scarsi
controlli eseguiti sul territorio provinciale, è alla base del ferimento
non solo di specie molto diffuse come il Gheppio (Falco tinnunculus)
e la Poiana (Buteo buteo), ma anche di specie elusive come lo
Sparviero (Accipiter nisus) e il Gufo comune (Asio otus).
Un’ulteriore dimostrazione dell’inciviltà dei bracconieri è il
ricovero di un giovane esemplare di Gru (Grus grus) abbattuto a
fucilate nelle campagne di Santa Maria la Fossa (CE). Tutti i tentativi di
salvarla sono risultati vani per la presenza di una emorragia cerebrale
causata da un pallino di piombo.
A
fronte dei numerosi episodi di bracconaggio, c’è da registrare
un’aumentata sensibilità nei confronti della fauna selvatica. Molti
sono stati i recuperi (116) resi possibili dalle segnalazioni di cittadini
consapevoli dell’importanza della tutela e della conservazione degli
animali selvatici. L’esempio più significativo è quello di un
agricoltore di San Tammaro (CE) che arando il suo campo, si è
ritrovato sotto le ruote del trattore 1 femmina adulta e 4 cuccioli di
Riccio (Erinaceus europaeus) e, invece di ignorarli, come forse
sarebbe successo in passato, si è prodigato per consegnarli al CRAS, in
modo da poterli liberare in una zona più tranquilla.
C’è, però, da segnalare un elevato numero di animali consegnati al CRAS dopo molto tempo dal ritrovamento, con poche possibilità di recuperarli alla vita selvatica e con l’unica prospettiva di andare ad aumentare le fila degli animali irrecuperabili ospitati presso le nostre strutture. Questa è la dimostrazione che c’è ancora molto da lavorare per la promozione delle attività del CRAS sul territorio provinciale.
Molti
ricoveri (59) sono stati resi possibili grazie alla collaborazione
con il Coordinamento Provinciale di Caserta del Corpo Forestale dello
Stato, diretto dal dott. Di Fusco. E’ da sottolineare la
professionalità e la disponibilità del CFS che, anche se dotato di poche
unità, si è sempre mostrato sensibile alle richieste del CRAS per il
recupero di fauna selvatica in difficoltà. Un
numero sempre crescente di animali ricoverati proviene dalla provincia di Benevento
(29). La collaborazione con le locali sezioni del WWF e dell’ENPA
e con le stazioni del CFS, hanno permesso un veloce recupero e il
trasporto presso le strutture del CRAS. Stesso
discorso vale per la, ormai decennale, collaborazione con la sezione WWF
di Aversa, che ha effettuato il recupero di 7 animali, fra cui un
bell’esemplare di Falco pellegrino (Falco peregrinus)
successivamente restituito al legittimo proprietario, essendo dotato di
anello inamovibile di riconoscimento. Degna
di nota anche la collaborazione con i Vigili del Fuoco di Caserta
che con il loro intervento hanno permesso il recupero di 3 esemplari di
Daino (Dama dama) allontanatisi dal Bosco di San Silvestro alla
ricerca di nuovi territori e recuperati nelle vasche del Parco della
Reggia di Caserta, in cui si erano tuffati dopo essere stati inseguiti dai
cani randagi presenti nel Complesso Vanvitelliano. La
collaborazione con i Vigili del Fuoco ha anche permesso la cattura di una
Iguana (Iguana iguana) fuggita da un’abitazione privata e
arrampicatasi su un albero nel centro cittadino di Caserta. Purtroppo
c’è un alto numero di ricoveri in cui non si conoscono le generalità
dei consegnatari e, di conseguenza, le notizie riguardanti la storia
pregressa dell’animale ricoverato. Questo dato è in alcuni casi dovuto
all’abbandono degli animali davanti i cancelli dell’Oasi WWF del Bosco
di San Silvestro, in altri la causa è stata la mancanza di coordinamento
all’interno del CRAS. A questo problema si è cercato di porre rimedio
con la compilazione di una ricevuta di avvenuta consegna da parte di chi
riceve l’animale (in particolare gli obiettori di coscienza della
sezione WWF di Caserta e dell’Oasi WWF del Bosco di San Silvestro).
Tutti
gli animali sono stati sottoposti ad esame radiografico, questo ha
permesso, in molti casi, di evidenziare la presenza di pallini di piombo,
uso caccia, e quindi di ascrivere con sicurezza il ricovero a ferita da
arma da fuoco (100). In
alcuni casi si è riusciti a risalire alla
causa di ricovero, solo dopo il decesso dell’animale e la successiva
autopsia eseguita presso la Facoltà di Medicina Veterinaria
dell’Università di Napoli, grazie alla disponibilità del prof.
Alessandro Fioretti. L’elevato
numero di ricoveri per trauma di origine sconosciuta (60) sono da
addebitare, in gran parte, alla mancanza di notizie pregresse circa il
ritrovamento dell’animale, inconveniente che, come già detto, speriamo
di riuscire ad eliminare con l’utilizzo della ricevuta di avvenuta
consegna. Un esempio è dato dal
ricovero di un esemplare di Sparviero (Accipiter nisus) che sarebbe
stato classificato come trauma di origine sconosciuta, se il recupero non
fosse avvenuto ad opera dei collaboratori del CRAS. La chiacchierata con
la famiglia che lo aveva trovato, ha fatto si che si riuscisse a risalire
dal luogo di ritrovamento dell’animale alla causa del trauma, che nello
specifico era da attribuire all’urto contro le barriere antirumore delle
FS. Gli
orfani sono dovuti in parte a caduta dal nido, in parte ai lavori
di ristrutturazione degli edifici eseguiti nel periodo più favorevole
dell’anno dal punto di vista climatico, che purtroppo coincide con
quello della nidificazione. Il CRAS ha cercato di convincere i proprietari
a rimandare i lavori di qualche mese, in caso contrario si è provveduto
al recupero dei piccoli e al difficile e impegnativo svezzamento, che
richiede grande pazienza ed assiduità, trattandosi di pullus che devono
essere nutriti molte volte al giorno, e che è stato possibile grazie alla
passione di Valeria Biundo, Cinzia Evangelista, Biagio Vagliviello,
Agostino Santangelo, Marco Caporaso e delle sorelle Lauria. C’è
da segnalare il ricovero di animali esotici, in particolare di 3
esemplari di Iguana (Iguana iguana), di cui uno fuggito da
abitazione privata e due abbandonati nelle vicinanze di un cassonetto
dell’immondizia. Queste ultime presentavano ascessi,
probabilmente, conseguenti a scottature, dovute al contatto con strumenti
utilizzati per riscaldare i terrari, e alle cattive condizioni in cui
erano state tenute. Questi ricoveri sono il segnale di una sempre maggiore
diffusione di tali animali esotici, ormai commerciati anche nei
supermercati. La nostra preoccupazione è che fra qualche anno assisteremo
al massiccio abbandono e alla conseguente invasione dei CRAS, e quindi dei
CRAE (Centri recupero Animali Esotici), di questi animali ormai cresciuti
e divenuti ingestibili o troppo onerosi da mantenere, così come già
accaduto per le Trachemys scripta elegans, le ormai famose
tartarughe d’acqua dalle guance rosse.
Quest’anno
il CRAS ha stipulato una convenzione con il Centro Veterinario
Casertano, diretto dal dott. Giovanni Ambrifi, per poter effettuare le
necessarie cure veterinarie, mediche e/o chirurgiche, in una struttura
medico-veterinaria, in grado di far fronte anche a difficili patologie,
così come stabilito dall’art. 5 comma 2 lettera a) della LR 8/96. La
maggior parte degli animali ricoverati presentava fratture degli arti,
dovute a ferite d’arma da fuoco o a traumi di origine sconosciuta. Le
fratture sono state trattate in modo diverso in relazione al segmento
osseo interessato. Per le fratture dell’omero
si è sempre effettuato un intervento di osteosintesi
centromidollare per riportare i monconi ossei sullo stesso asse e
permetterne il consolidamento in posizione corretta. All’intervento di
osteosintesi si è sempre connessa una fasciatura contenitiva, realizzata
per evitare la rotazione dei monconi ossei. Le fratture degli altri
segmenti ossei sono state trattate in modo diverso a seconda della
posizione dei monconi. In caso di fratture scomposte si è
ricorso all’intervento di osteosintesi centromidollare, negli
altri casi si è optato per una semplice fasciatura. Un
caso particolare è il
ricovero di un esemplare di Falco pellegrino (Falco peregrinus),
proveniente dalle strutture del Parco Nazionale del Vesuvio. Il soggetto
presentava un frattura consolidata del metacarpo dell’ala sinistra,
conseguente ad una ferita d’arma da fuoco, e, probabilmente per un
interessamento nervoso o vascolare nel callo osseo, tendeva a strapparsi
le penne remiganti del distretto interessato dalla frattura. Il ricovero
in una voliera con un altro esemplare della stessa specie e la
realizzazione di una leggera fasciatura dell’ala hanno permesso la
crescita delle penne mancanti. Purtroppo quando il ricovero era completato
e l’animale pronto per essere liberato, si è avuto il decesso
improvviso dovuto a cause ancora sconosciute e che, si spera, possano
essere chiarite dall’autopsia. Pochi
quest’anno i casi di ricovero per avvelenamento (2). Purtroppo in
questi casi si deve registrare la difficoltà del recupero degli animali,
tutti deceduti dopo pochi giorni dal ricovero. Pochi
anche i ricoveri provenienti da sequestri effettuati dalle Forze di
Polizia (16 rispetto agli 85 del 2001).
In alcuni casi (7) il ricovero di animali in difficoltà è stato
riconducibile solo a denutrizione, è il caso di un giovane
esemplare di Tarabusino (Ixobrychus minutus) ritrovato
all’interno del carcere di Benevento, probabilmente sfinito dalla lunga
migrazione. In questi casi l’alimentazione e il ricovero in un ambiente
tranquillo hanno permesso il veloce recupero degli animali e il successivo
reinserimento in natura.
Anche
quest’anno il numero di animali recuperati alla vita selvatica è
elevato (114). Questo dato non è paragonabile con i dati del 2001 (140
animali liberati di cui 85 provenienti da sequestro) perché quest’anno
abbiamo deciso di trattenere in voliera gli animali già recuperati e di
effettuare le liberazioni solo dopo la chiusura della stagione venatoria,
quindi ai 114 animali liberati si devono aggiungere anche i 45 animali
degenti.
Il
recupero più importante è sicuramente quello di un giovane esemplare di
Lanario (Falco biarmicus), falco ormai raro nella nostra regione,
ritrovato nelle campagne di Benevento, da una famiglia di allevatori, che
lo ha prontamente consegnato al WWF sezione Sannio e quindi al nostro CRAS,
permettendone la cura e il successivo
rilascio nell’Oasi WWF di Campolattaro (BN).
Le
liberazioni sono state effettuate di preferenza in Oasi WWF o
Parchi Regionali, per poter assicurare agli animali liberati una relativa
tranquillità almeno nei primi giorni successivi alla reintroduzione in
ambiente selvatico. Tutti gli esemplari di avifauna liberati sono stati
inanellati dal prof. Maurizio Fraissinet. Un
alto numero di liberazioni sono state effettuate all’interno dell’Oasi
WWF Bosco di San Silvestro, in cui sono ospitate le strutture del CRAS,
per poter continuare nei primi giorni a somministrare l’alimento agli
animali liberati in modo da riabituarli progressivamente alla vita
selvatica.
Altri
animali recuperati (14) sono stati liberati in varie zone del Parco
Regionale del Matese, unica area a tutt’oggi interdetta effettivamente
all’attività venatoria in provincia di Caserta e quindi luogo sicuro
per poter reintrodurre gli animali senza timore di doverli di nuovo
raccogliere impallinati. Le
altre liberazioni sono state effettuate nelle Oasi WWF di Campolattaro
(BN), Falciano (CE) e Le Mortine (CE-IS). Il
numero elevato di decessi (89 rispetto ai 66 del 2001) è dovuto
soprattutto alla scelta di inserire nei dati dell’attività del 2002
anche il recupero degli orfani di Rondone
(Apus apus) e di Balestruccio (Delichon urbica),
diversamente da quanto avveniva negli anni precedenti. L’alto numero di
decessi di queste specie (11 Rondoni e 8 Balestrucci) è dovuto alla
difficoltà, soprattutto per i rondoni, di riprodurre in cattività la
loro particolare alimentazione. Quest’anno le strutture del CRAS hanno
subito notevoli danni da parte di un branco di cani randagi proveniente
dal vicino Parco della Reggia di Caserta. I ripetuti attacchi di questi
animali hanno provocato all’inizio il danneggiamento dei teli e delle
cannucce utilizzate per oscurare le voliere, successivamente la rottura
della rete metallica e la fuga degli animali ricoverati (5). In un
caso i cani sono riusciti addirittura ad entrare nella voliera e a predare
gli animali ospitati (5).
Il
CRAS svolge anche la funzione di centro di consulenza per le problematiche
connesse alla fauna selvatica. Quest’anno i collaboratori del CRAS hanno
provveduto al riconoscimento di 2 giovani esemplari di Biacco (Coluber
viridiflavus), abbattuti da famiglie terrorizzate perché confusi con
esemplari di Vipera (Vipera aspis). Il lavoro del CRAS si spera
possa essere servito oltre che a tranquillizzare i cittadini, anche ad
evitare in futuro l’uccisione di questi utili serpenti e a sviluppare
una maggiore e più corretta conoscenza della Vipera (Vipera aspis
).
In
un altro caso l’intervento del personale del CRAS, ha reso possibile la
scoperta di una colonia di Molosso dei Cestoni (Tadarida
teniotis) nel centro storico di Maddaloni (CE). In questo caso la
famiglia, che aveva contattato l’ASL per provvedere all’allontanamento
dei pipistrelli perché “danno fastidio e portano malattie”, messa al
corrente dell’importanza della scoperta, ha accettato di buon grado di
aprire le porte di casa agli studiosi della Università di Napoli per
provvedere ad un monitoraggio della popolazione di questo raro ed elusivo
pipistrello.
In
questa ottica di fiducia e di collaborazione si deve inserire anche la
prima segnalazione della deposizione di una Caretta Caretta
sulla spiaggia di Baia Domitia (CE). Il CRAS ha prontamente avvertito
dell’eccezionale evento il responsabile del Progetto Caretta caretta
per il WWF Campania, dott. Gianfranco Pollaro.
Da
segnalare anche il recupero del cadavere di una Caretta caretta
ritrovato da alcuni bagnanti sulla spiaggia di Mondragone (CE), l’esame
radiografico, eseguito dal CRAS, ha evidenziato la presenza di un amo da
pesca in faringe.
Si
ringraziano tutti coloro che si sono adoperati perché il CRAS riuscisse a
superare, senza traumi, l’improvviso cambio di gestione. Un grazie
particolare al
dott. Raffaele Lauria, Responsabile del WWF sezione
di Caserta, che ha, sin dall’inizio, creduto e finanziato il progetto di
ristrutturazione e di ammodernamento delle strutture del CRAS. Le
attività di recupero, cura, degenza e liberazione sono state possibili
grazie all’instancabile e appassionato lavoro (gratuito) di Valeria
Biundo e al prezioso aiuto di Marco Caporaso, Agostino
Santangelo, Biagio Vagliviello, Cinzia Evangelista, Domenico
D’Amore, Teresa, Francesca e Ilaria Lauria e
della guardia WWF, Giovanni Tammaro. Un
caloroso ringraziamento è per il dott. Renato Perillo, la cui
professionalità e passione sono alla base del faticoso lavoro di
elaborazione dei dati del CRAS e della creazione del sito del WWF sezione
di Caserta, in cui un largo spazio è dedicato alle attività del CRAS. Si
ringrazia il dott. Francesco Vincenzo Paolella, Direttore
dell’Oasi WWF del Bosco di San Silvestro, che, accettando di ospitare
all’interno dell’Oasi le strutture del Centro, ha cooperato alla
crescita delle attività del CRAS. Un
ringraziamento è per il dott. Giovanni Ambrifi, che con la sua
professionalità e disponibilità ha reso possibile l’elevata
percentuale di animali liberati, e per il prof. Maurizio Fraissinet,
che oltre a permettere l’inanellamento di tutti gli animali liberati, ha
indicato le zone migliori in cui provvedere alla restituzione alla vita
selvatica dei singoli animali recuperati. La
maggior parte delle segnalazioni di animali selvatici in difficoltà sono
state raccolte grazie alla preziosa collaborazione degli OdC del
WWF sezione di Caserta e dell’Oasi WWF Bosco di San Silvestro. Al dott.
Angelo Ferraro il ringraziamento per aver saputo riorganizzare e
motivare il lavoro degli OdC. Si
ringrazia, infine, Giulio di Giacomantonio, fondatore del CRAS, il
cui merito è quello di aver iniziato a parlare di Centri recupero nella
nostra provincia, in anni in cui la conservazione e la tutela della fauna
selvatica erano passioni da pionieri.
Il Responsabile del C.R.A.S. WWF Caserta
Dott. Adriano Argenio Caserta,
13 gennaio 2003
|
N. |
Specie |
Q.ta |
|
N. |
Specie |
Q.ta |
1 |
Airone
cenerino |
7 |
|
31 |
Gufo
comune |
4 |
2 |
Albanella
Minore |
2 |
|
32 |
Iguana |
3 |
3 |
Allocco |
1 |
|
33 |
Lanario |
1 |
4 |
Assiolo |
2 |
|
34 |
Lucherino |
2 |
5 |
Balestruccio |
14 |
|
35 |
Merlo |
11 |
6 |
Ballerina
gialla |
1 |
|
36 |
Mestolone |
1 |
7 |
Barbagianni |
9 |
|
37 |
Oca
egiziana |
1 |
8 |
Beccaccia |
1 |
|
38 |
Passera
d'Italia |
4 |
9 |
Biacco |
2 |
|
39 |
Pesce
Gatto |
1 |
10 |
Cardellino |
2 |
|
40 |
Pettirosso |
2 |
11 |
Cesena |
1 |
|
41 |
Picchio
rosso maggiore |
1 |
12 |
Cinciallegra |
1 |
|
42 |
Piccione
viaggiatore |
1 |
13 |
Civetta |
8 |
|
43 |
Poiana |
55 |
14 |
Codone |
4 |
|
44 |
Riccio |
12 |
15 |
Cornacchia
grigia |
2 |
|
45 |
Rondine |
3 |
16 |
Daino |
3 |
|
46 |
Rondone |
27 |
17 |
Fagiano |
3 |
|
47 |
Scricciolo |
1 |
18 |
Falco
di palude |
2 |
|
48 |
Sparviero |
7 |
19 |
Falco
pecchiaiolo |
1 |
|
49 |
Storno |
2 |
20 |
Falco
Pellegrino |
5 |
|
50 |
Taccola |
3 |
21 |
Fischione |
1 |
|
51 |
Tarabusino |
1 |
22 |
Folaga |
1 |
|
52 |
Tarabuso |
1 |
23 |
Gabbiano
reale |
2 |
|
53 |
Tartaruga
marina |
1 |
24 |
Garzetta |
1 |
|
54 |
Tasso |
1 |
25 |
Gazza |
2 |
|
55 |
Testuggine
comune |
7 |
26 |
Gheppio |
39 |
|
56 |
Tordella |
1 |
27 |
Ghiandaia |
1 |
|
57 |
Tordo
Bottaccio |
3 |
28 |
Ghiro |
2 |
|
58 |
Tortora
dal collare |
1 |
29 |
Gru |
1 |
|
59 |
Trachemis
scripta elegans |
1 |
30 |
Gru
coronata |
1 |
|
60 |
Verdone |
3 |
|
|
|
|
61 |
Volpe |
3 |
|
|
|
|
|
|
|
|
Totale specie censite
|
61 |
|
|
Totale
ricoverati |
287 |
Agro Aversano |
18 |
6,3% |
Allevamento |
3 |
1,0% |
Alto Casertano |
17 |
5,9% |
AV |
2 |
0,7% |
BN |
29 |
10,1% |
Caserta e dint. |
44 |
15,3% |
FR |
3 |
1,0% |
Provenienza ignota |
54 |
18,8% |
Litorale domizio |
31 |
10,8% |
LT |
1 |
0,3% |
Matese |
7 |
2,4% |
Monte Maggiore |
4 |
1,4% |
NA |
6 |
2,1% |
SA |
4 |
1,4% |
Valle Suessola |
8 |
3,1% |
Zona Caiazzo |
4 |
1,4% |
Zona Capua |
16 |
5,6% |
Zona Maddaloni |
4 |
1,4% |
Zona Marcianise |
10 |
3,5% |
Zona S.Maria C.V. |
19 |
6,6% |
Zona Sessa Aurunca |
2 |
0,7% |
TOTALE |
287 |
|
Cattura |
4 |
1,39% |
Abbandono |
6 |
2,09% |
Avvelenamento |
2 |
0,70% |
Denutrizione |
7 |
2,44% |
Ferita da arma
da fuoco |
100 |
34,84% |
Fuga da
abitazione privata |
1 |
0,35% |
Orfano |
75 |
26,13% |
Riconoscimento
del cadavere |
2 |
0,70% |
Ritrovamento
cadavere |
1 |
0,35% |
Scontro con
barriera FS |
1 |
0,35% |
Sequestro |
11 |
3,83% |
Sequestro del
cadavere |
5 |
1,74% |
Trappola per
topi |
2 |
0,70% |
Trasferimento
da altra struttura |
4 |
1,39% |
Trasferimento
da zona pericolosa |
5 |
1,74% |
Trauma di
origine sconosciuta |
61 |
21,25% |
TOTALE |
287 |
|
Aereonautica
Militare di Caserta |
3 |
1,0% |
|
|
Anonimo |
46 |
16,0% |
|
|
ATC
Caserta |
3 |
1,0% |
|
|
Capitaneria
di Porto Mondragone (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
Carabinieri
San Felice a Cancello (CE) |
2 |
0,7% |
|
|
CFS
Airola (BN) |
2 |
0,7% |
|
|
CFS
Benevento |
3 |
1,0% |
|
|
CFS
Calvi Risorta (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
CFS
Caserta |
16 |
5,6% |
|
|
CFS
Castel Volturno (CE) |
3 |
1,0% |
|
|
CFS
CITES Napoli |
11 |
3,8% |
|
|
CFS
Formicola (CE) |
4 |
1,4% |
|
|
CFS
Piedimonte Matese (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
CFS
Roccamonfina (CE) |
6 |
2,1% |
|
|
CFS
Sant'Agata dei Goti (BN) |
2 |
0,7% |
|
|
CFS
Solopaca (BN) |
2 |
0,7% |
|
|
CFS
Vairano Patenora (CE) |
8 |
2,8% |
|
|
Totale
CFS |
59 |
20,6% |
||
Comune
S. Maria C.V. (CE) |
12 |
4,2% |
|
|
Comunità
Montana del Matese |
1 |
0,3% |
|
|
Enalcaccia
Caserta |
4 |
1,4% |
|
|
ENPA
Benevento |
5 |
1,7% |
|
|
LIPU
Caserta |
1 |
0,3% |
|
|
Oasi
WWF Astroni |
1 |
0,3% |
|
|
Oasi
WWF Persano (SA) |
3 |
1,0% |
|
|
Parco
Nazionale Del Vesuvio |
1 |
0,3% |
|
|
Polizia
Municipale di Maddaloni (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
Polizia
Provinciale di Caserta |
4 |
1,4% |
|
|
Polizia
Stradale di Mondragone (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
Privato |
116 |
40,4% |
|
|
Servizio
Veterinario ASL CE/1 |
1 |
0,3% |
|
|
Soprintendenza
BB AA di Caserta |
1 |
0,3% |
|
|
Vigili
del Fuoco di Caserta |
2 |
0,7% |
|
|
Vigili
Urbani di Grazzanise (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
Vigili
urbani S.M. a Vico (CE) |
1 |
0,3% |
|
|
WWF
Aversa |
7 |
2,4% |
|
|
WWF
Benevento |
5 |
1,7% |
|
|
WWF
Caserta |
2 |
0,7% |
|
|
WWF
Gruppo Attivo Albanova |
1 |
0,3% |
|
|
WWF
Salerno |
2 |
0,7% |
|
|
TOTALE |
287 |
|
|
|
n.° |
Specie |
Ricoverati |
Liberati |
Deceduti |
Irrecuperabile |
Altro |
1 |
Airone cenerino |
7 |
3 |
3 |
1 |
|
2 |
Albanella Minore |
2 |
1 |
1 |
|
|
3 |
Allocco |
1 |
|
1 |
|
|
4 |
Assiolo |
2 |
1 |
1 |
|
|
5 |
Balestruccio |
14 |
6 |
8 |
|
|
6 |
Ballerina gialla |
1 |
|
|
|
1 |
7 |
Barbagianni |
9 |
3 |
2 |
|
4 |
8 |
Beccaccia |
1 |
|
1 |
|
|
9 |
Biacco |
2 |
|
1 |
|
1 |
10 |
Cardellino |
2 |
2 |
|
|
|
11 |
Cesena |
1 |
|
1 |
|
|
12 |
Cinciallegra |
1 |
|
1 |
|
|
13 |
Civetta |
8 |
4 |
3 |
1 |
|
14 |
Codone |
4 |
|
|
|
4 |
15 |
Cornacchia grigia |
2 |
|
1 |
|
1 |
16 |
Daino |
3 |
2 |
|
|
1 |
17 |
Fagiano |
3 |
|
|
|
3 |
18 |
Falco di palude |
2 |
1 |
1 |
|
|
19 |
Falco pecchiaiolo |
1 |
|
|
|
1 |
20 |
Falco Pellegrino |
5 |
1 |
3 |
|
1 |
21 |
Fischione |
1 |
|
|
|
1 |
22 |
Folaga |
1 |
|
1 |
|
|
23 |
Gabbiano reale |
2 |
1 |
1 |
|
|
24 |
Garzetta |
1 |
|
|
1 |
|
25 |
Gazza |
2 |
2 |
|
|
|
26 |
Gheppio |
39 |
16 |
7 |
6 |
10 |
27 |
Ghiandaia |
1 |
1 |
|
|
|
28 |
Ghiro |
2 |
|
2 |
|
|
29 |
Gru |
1 |
1 |
|
|
|
30 |
Gru coronata |
1 |
|
|
|
1 |
31 |
Gufo comune |
4 |
1 |
1 |
|
2 |
32 |
Iguana |
3 |
|
|
|
3 |
33 |
Lanario |
1 |
1 |
|
|
|
34 |
Lucherino |
2 |
|
2 |
|
|
35 |
Merlo |
11 |
6 |
5 |
|
|
36 |
Mestolone |
1 |
|
|
|
1 |
37 |
Oca egiziana |
1 |
|
|
|
1 |
38 |
Passera d'Italia |
4 |
3 |
1 |
|
|
39 |
Pesce Gatto |
1 |
|
1 |
|
|
40 |
Pettirosso |
2 |
1 |
1 |
|
|
41 |
Picchio rosso maggiore |
1 |
|
1 |
|
|
42 |
Piccione viaggiatore |
1 |
|
|
|
1 |
43 |
Poiana |
56 |
17 |
10 |
8 |
21 |
44 |
Riccio |
12 |
10 |
2 |
|
|
45 |
Rondine |
3 |
2 |
1 |
|
|
46 |
Rondone |
26 |
15 |
11 |
|
|
47 |
Scricciolo |
1 |
|
1 |
|
|
48 |
Sparviero |
7 |
1 |
4 |
2 |
|
49 |
Storno |
2 |
|
1 |
|
1 |
50 |
Taccola |
3 |
1 |
2 |
|
|
51 |
Tarabusino |
1 |
|
1 |
|
|
52 |
Tarabuso |
1 |
1 |
|
|
|
53 |
Tartaruga marina |
1 |
|
|
|
1 |
54 |
Tasso |
1 |
1 |
|
|
|
55 |
Testuggine comune |
7 |
5 |
2 |
|
|
56 |
Tordella |
1 |
|
|
|
1 |
57 |
Tordo Bottaccio |
3 |
|
2 |
|
1 |
58 |
Tortora dal collare |
1 |
|
|
|
1 |
59 |
Trachemis scripta elegans |
1 |
|
|
|
1 |
60 |
Verdone |
3 |
3 |
|
|
|
61 |
Volpe |
3 |
2 |
1 |
|
|
|
Totale |
287 |
115 |
89 |
19 |
64 |
|
|
Ricoverati |
Liberati |
Deceduti |
Irrecuperabile |
Altro |
|
|
|
40,1% |
31,0% |
6,6% |
22,3% |
Affidamento |
1 |
0,3% |
Decesso |
89 |
31,1% |
Degente |
45 |
15,7% |
Fuga |
5 |
1,7% |
Irrecuperabile |
19 |
6,6% |
Liberazione |
114 |
39,9% |
Predazione |
5 |
1,7% |
Restituzione al proprietario |
2 |
0,7% |
Altro |
6 |
2,1% |
TOTALE |
287 |
|
il
Responsabile del C.R.A.S. WWF Caserta
Dott. Adriano Argenio
Caserta, 13 gennaio 2003